Politiche Comunitarie

Un riferimento imprescindibile per la definizione delle politiche agrarie  è rappresentato dalla Politica Agricola Comune. La PAC è l’insieme di normative e delle prassi adottate dall’Unione Europea al fine di istituire un mercato unico dei prodotti agricoli e una solidarietà finanziaria attraverso appositi fondi di garanzia e orientamento.

La Politica Agricola Comune si afferma come uno dei temi fondamentali della Comunità Economica Europea già con l’entrata in vigore del Trattato di Roma del 1957,  periodo storico caratterizzato dalla penuria alimentare conseguente alla Seconda Guerra Mondiale.

Nel trattato vengono affermati i compiti della CEE, oggi Unione Europea; tra questi è esplicitamente menzionata “una politica comune nel settore dell’agricoltura” con la quale mettere in atto una serie di norme e meccanismi aventi come obiettivo quello di regolare la produzione, gli scambi e la lavorazione dei prodotti agricoli.

Il 14 gennaio 1962 Il Consiglio Europeo adotta i primi regolamenti relativi alla politica agricola comune (PAC). Gli obiettivi generali della PAC al suo esordio erano essenzialmente migliorare la produttività dell’agricoltura, assicurare un tenore di vita equo alle popolazioni agricole, stabilizzare i mercati agricoli regolando l’offerta e la domanda per evitare fluttuazioni eccessive dei prezzi, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti ed assicurare prezzi ragionevoli per i consumatori. La PAC è in continua evoluzione e di seguito sono riportate le tappe principali della sua riforma:

1992 - Riforma Mac Sharry

III TAPPA (1992 – 1999): Riforma Mac Sharry, introduce una modifica sostanziale della PAC, il sostegno si sposta dai prezzi al reddito. Introduzione delle misure di accompagnamento: misure agro ambientali (Reg.Ce 2078/92); forestazione(Reg.Ce 2080/92); prepensionamento (Reg.Ce 2079/92).

1999 - Agenda 2000

IV TAPPA (1999 – 2000): Riforma Agenda 2000, si abbandona definitivamente il concetto di quantità per introdurre quello di qualità. Si mette in atto un nuovo modello di agricoltura imperniato sulla multifunzionalità dell’attività agricola e sul ruolo centrale delle aree rurali per la diversificazione delle attività economiche degli agricoltori. La riforma introduce le midure di sviluppo rurale (Reg. 1257/99).

2003 - Riforma Fischler

V TAPPA (dal 2002 ad oggi): Riforma Fischler: nasce come “revisione di medio termine” (Mid-Term Review – MTR) di Agenda 2000 attraverso l’approvazione dei regolamenti (CE) n. 1782/2003 e n. 1783/2003. La riforma ruota attorno a cinque assi.

2009 - Health Check
Riforma Pac 2014 - 2020

VI TAPPA (Riforma Pac 2014 – 2020):

Le novità per gli agricoltori:

Il 26 giugno 2013, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico sulla riforma della Pac 2014-2020. Il negoziato si è svolto con la presenza del Presidente del Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro e del Commissario all’agricoltura Dacian Ciolos. Le novità introdotte dall’accordo sulla Pac del 26 giugno 2013 sono molte, la riforma  si articola su quattro importanti regolamenti:

1.pagamenti diretti

2. organizzazione comune di mercato unica (OCM)

3. lo sviluppo rurale

4. un regolamento orizzontale sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della Pac

Tra le proposte di modifica più significative, si segnalano le seguenti: convergenza, assegnazione dei nuovi titoli, pagamento greening, agricoltore attivo, pagamenti accoppiati.

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Piano di sviluppo rurale 2007-2013

PIANO DI SVILUPPO RURALE 2007-2013

Il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 elaborato da Regione Lombardia è lo strumento che mette a disposizione delle imprese agricole e di trasformazione una serie di misure a sostegno di investimenti e di azioni agroambientali finalizzate ad orientare lo sviluppo rurale della regione secondo le finalità politiche comunitarie.

Le linee di azione del PSR 2007-2013 di Regione Lombardia sono declinate nei 4 assi e in 22 misure. Ogni misura riguarda una determinata categoria di interventi destinati prevalentemente alle aziende agricole della Lombardia.

Asse 1 – Migliorare la competitività del settore agricolo e forestale. Individua misure a sostegno degli investimenti per le imprese con la finalità di migliorare la competitività del settore. L’asse finanzia interventi di formazione professionale degli agricoltori, il sostegno all’insediamento dei giovani in agricoltura, l’ammodernamento delle aziende agricole (di edifici, attrezzature …) e delle industrie alimentari, o ancora la gestione sostenibile e multifunzionale delle foreste.

Asse 2 – Migliorare l’ambiente e lo spazio rurale. Si compone di interventi a sostegno di servizi agroambientali e silvoambientali che le aziende svolgono dietro compenso specifico (premio) quali per esempio l’attività agricola in aree svantaggiate naturalmente, azioni a favore dell’aumento della fertilità del suolo, della riduzione degli input chimici e della conversione all’agricoltura biologica, della gestione sostenibile dei prati e pascoli in pianura e collina e della loro conservazione ai fini della biodiversità, la creazione e il mantenimento di filari, boschetti, fasce tampone e fontanili, la conservaizone della biodiverità delle risaie, etc.

Asse 3 – Qualità della vita e diversificazione dell’economia nelle zone rurali. Per favorire lo sviluppo economico e l’occupazione nelle zone rurali, l’asse si comppone di misure quali per esempio il sostegno alla creazione di micro imprese o lo sviluppo del turismo e delle energie rinnovabili.

Asse 4 – Attuazione dell’approccio Leader. Promuovere partenariati tra soggetti pubblici e privati, tramite costituzione di Gruppi di Azione Locale (GAL), è l’obiettivo di questo asse al fine di realizzare progetti di sviluppo locale integrati attraverso l’adesione a misure dei tre assi precedenti.

Programma di sviluppo Rurale 2007 – 2013 Regione Lombardia

Per approfondimenti: www.agricoltura.regione.lombardia.it