Il progetto Cascina Linterno

All’interno del patrimonio di cascine milanesi che conservano i caratteri dell’architettura rurale e il legame con il loro paesaggio agrario, ma i cui edifici versano in cattive condizioni e non sono attualmente in uso, il progetto su Cascina Linterno offre l’opportunità di sperimentare una modalità innovativa di intervento di conservazione e recupero funzionale.

I caratteri della cascina e del paesaggio agrario

Il rapporto tra la cascina e i suoi campi

L’edificio ha configurazione a corte chiusa, ove sono distinguibili, per volume e caratteristiche tipologiche, i corpi legati agli usi agricoli: la casa padronale, le abitazioni, le stalle, i fienili, la porcilaia, il forno, i corpi di servizio. La cascina è ancora in comunicazione diretta con i campi che ne costituivano le pertinenze storiche documentate fin dal ‘700: sono leggibili il particellare, i tracciati, i canali e i fontanili; permane l’uso agricolo dei terreni, sopravvivono le marcite e gli elementi vegetali lineari.

Cascina Linterno_permanenze

Cascina Linterno: caso pilota per un Protocollo di azione e di gestione programmata delle cascine di Milano.

Conservazione e recupero funzionale, studiato da Comune di Milano e  Politecnico di Milano (Dipartimento Architettura, Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito (ABC), in accordo con Sovrintendenza ai Beni Architettonici di Milano,  nel rispetto del Vincolo Ministeriale,  9 marzo 1999.

STRATEGIA: Gradualità, parsimonia, oculatezza

  • Abbandono di una prassi di restauri fatti da interventi eccezionali (cantiere straordinario sull’intero edificio) e dall’individuazione di usi definiti e definitivi
  • Realizzazione di una progressione nel tempo di piccoli interventi edilizi e di usi, con possibilità di lasciare alcune parti edilizie in attesa di nuovi usi, valorizzandone il significato di documento storico
  • Gestione e manutenzione condivisa e programmata tra gli attori
  • Funzioni “sostenibili”, adatte sia ai caratteri della struttura edilizia e dei suoi valori, sia a una gestione  economicamente e funzionalmente praticabile

Criteri:

    • Priorità al consolidamento strutturale (“cappello, scarpe, bastone”) di tutto il complesso e rimozione cause di forte degrado
    • Intervento graduale di rifunzionalizzazione degli edifici, per parti e/o componenti
    • Considerare le parti non in uso come “resti archeologici” da mettere in mostra (piccoli interventi di allestimento quali illuminazione esterna, cartelli,…)Presidio umano permanente
    • Garanzia di accessibilità e fruizione permanenti al complesso nel suo insieme (corte e paesaggio agrario)
    • Fruibilità graduale delle parti edilizie
    • Collaborazione tra gli attori (cittadini, amministrazione, tecnici, agricoltori) per gli interventi edilizi e la gestione
    • Individuazione graduale di funzioni appropriate e sostenibili (secondo le disponibilità, le opportunità e le possibilità degli attori pubblici e privati)
    • Sperimentazione di funzioni, anche provvisorie
    • Individuazione e sperimentazione di modalità di gestione e manutenzione sostenibili economicamente e funzionalmente
    • Suddivisione del progetto e degli interventi in fasi conoscitive e operative che consentano  “da subito” l’uso del complesso da parte della cittadinanza e gradualmente rendano fruibili altre parti.

FASI DI LAVORO E REALIZZAZIONI

(Comune di Milano, Politecnico di Milano Dip. ABC, in accordo con Soprintendenza ai Beni architettonici di Milano)

FASE 1– riapertura all’uso di parte del complesso (realizzata)

  • Agosto-Settembre 2012: indagini diagnostiche e realizzazione di alcune opere di messa in sicurezza
  • 22 settembre: riapertura della corte e di alcune stanze, in occasione di “Cascine Aperte, 3° edizione”.
  • 21 dicembre 2012 – Contratto di Collaborazione tra il Comune di Milano (Settore Valorizzazione Patrimonio Artistico e Sviluppo Servizi) e l’Associazione “Amici Cascina Linterno”, in essa operante dal 1994. L’associazione prende sede in alcuni spazi

FASE 2 – riapertura all’uso di altre parti del complesso (in corso)

  • Gennaio- marzo 2013: rilievi, indagini diagnostiche e indirizzi necessarie per opere di: manutenzione ai tetti, pieno utilizzo della Chiesetta, della “barchessa” sul lato sud-ovest e riapertura dell’androne di uscita verso il Parco delle Cave (realizzata)
  • Posizionamento di sonde climatiche e di strumenti per il rilievo degli eventuali movimenti delle  fessurazioni e monitoraggio periodico (mensile) (realizzato)
  • Aprile –maggio 2013: predisposizione documenti e atti per il 2° intervento di manutenzione (in corso)

FASE 3 – progetto di intervento su altre parti del complesso, individuazione di  ulteriori funzioni appropriate, riapertura all’uso di altre parti

FASE 4– cantiere di conservazione con apertura progressiva di altre parti del complesso (prevista nel 2015).

Le finalità del cantiere

Il progetto di conservazione di Cascina Linterno ha come proprie finalità:

  • la conservazione dei caratteri tipologici del manufatto, con particolare attenzione al mantenimento dei rapporti di apertura e all’uso di materiali compatibili;
  • la conservazione dell’autenticità materica, secondo il principio del minimo intervento, escludendo ripristini o demolizioni, consolidando e intervenendo per eliminare o attenuare le cause del degrado;
  • il mantenimento della leggibilità dei diversi periodi di intervento, mediante la conservazione integrale dell’edificio anche nei materiali di finitura (intonaci, pavimentazioni, coloriture, …);
  • l’inserimento di attività compatibili con la conservazione, che non comporti alterazione di vani, dei rapporti tra pieni e vuoti, innalzamento delle capriate etc.;
  • l’inserimento di eventuali nuovi corpi o partizioni necessari secondo un criterio di reversibilità, con l’uso di materiali leggeri e compatibili con l’architettura della cascina;
  • la conoscenza preliminare al progetto di consolidamento tramite indagini diagnostiche non distruttive;
  • il consolidamento non invasivo secondo soluzioni di accostamento, consolidamento attivo, privilegiando sempre il mantenimento degli elementi originali di sostituzione.

Il percorso

Valutate con primi sopralluoghi tecnici le problematiche più evidenti del complesso degli edifici della cascina, si sono individuate le linee di approfondimento conoscitivo da sviluppare tramite mirate campagne diagnostiche.

Si è effettuata una serie di campagne di analisi preliminari svolte da vari gruppi di lavoro, ognuno per la propria specifica competenza. Si è provveduto ad organizzare periodicamente delle interlocuzioni di gruppo, in modo che il processo di conoscenza procedesse in modo coordinato e non finalizzato. Non indagini a tutto campo senza precisi obiettivi da centrare, che danno luogo a sommatorie di dati non finalizzate, viceversa una campagna fatta di continue interrelazioni e confronti tra i vari settori, improntata ad acquisire e correlare tutte quelle informazioni utili a comprendere i fenomeni in atto e a porre le premesse per il progetto di intervento.

Su una base metrica attendibile, si sono identificate le patologie in essere, ricercandone le origini a tutte le scale, non senza trovare pieno conforto. Il processo ha forti similitudini con quanto accade in campo medico, nella fasi di lettura e diagnosi delle patologie.In sintesi si sono effettuati gli approfondimenti che s eguono.

Campagne di rilievo geometrico topografico

 Il rilievo geometrico di un edificio è operazione preliminare necessaria alle successive indagini e al progetto di conservazione vero e proprio. Le modalità tradizionali di rilievo presentano alcune criticità: richiedono, innanzitutto, la possibilità di accesso ad ognuno dei locali oggetto di indagine, con almeno due persone, per eseguire le classiche misure di distanza; spesso non consentono di restituire la completa tridimensionalità del rilievo; gli spessori dei muri e delle solette, le verticalità delle pareti, gli sfondellamenti di solai e di pavimenti sono normalmente ignorati o misurati in modo puntuale; il rilievo degli elementi caratterizzanti l’assetto strutturale, ad esempio le dimensioni delle travi di legno, le quote di appoggio di tali travi, la giacitura 3D delle travi, ecc.. sono normalmente semplificate, anche graficamente, su tavole di rilievo standard; non da ultimo si tratta di operazioni che richiedono tempi generalmente lunghi.

In azzurro i punti di appoggio, in arancio i punti di celerimensura

In azzurro i punti di appoggio, in arancio i punti di celerimensura

Nel caso di Cascina Linterno, il rilievo ha la finalità ben precisa di individuare la criticità dell’assetto statico; dal rilievo lo strutturista e l’esperto di conservazione possono desumere gli elementi che permettono la progettazione di interventi “necessari e sufficienti” a garantire un tempestivo impiego e utilizzo dello stabile. Si è deciso perciò di sganciarsi dal modo classico di approcciare il problema e di sperimentare sistemi di rilievo e modalità di condivisione dei risultati realmente alternativi e innovativi, a partire dalla possibilità di desumere tutte le informazioni metriche dell’edificio direttamente dal modello tridimensionale dell’oggetto indagato. La tecnologia adoperata è quella laser-scanner che garantisce:

  • tempi rapidi di acquisizione dei dati per ridurre la permanenza di persone in ambienti non sicuri;
  • ricchezza informativa e accuratezza metrica, necessarie a gruppi di lavoro con competenze, finalità e scala d’indagine diverse (strutture, degrado ecc.);
  • individuazione e prime valutazioni metriche delle deformazioni di solai e travi.
Punti laser scan

Individuazione dei punti di stazione del laser scanner

Laser scanner FARO CAM2 FOCUS 3D ed esempio di punto di presa interno a cascina Linterno

Laser scanner FARO CAM2 FOCUS 3D ed esempio di punto di presa interno a cascina Linterno

Le operazioni di rilievo di cascina Linterno si sono svolte nelle giornate del 16,17 e 18 luglio 2013, con un’ulteriore giornata di verifica e integrazione svoltasi l’11 ottobre 2013.

Gli strumenti utilizzati sono un laser-scanner terrestre (FARO Focus 3d) e un teodolite (TOPCON GTS-3B).

I risultati consistono in una serie di nuvole di punti, ciascuna delle quali costituisce una sorta di calco digitale delle superfici visibili dal punto di presa dello strumento. Le singole nuvole di punti nate da ciascuna scansione sono state allineate, cioè “agganciate” tra di loro in modo da ricostituire l’effettiva sequenza degli spazi. L’edificio nel suo insieme è riprodotto nella nuvola di punti che nasce dall’allineamento di tutte le scansioni.

Nuvola di punti

Per controllare l’accuratezza dell’allineamento, e quindi del risultato finale, ci si è avvalsi di punti d’appoggio misurati attraverso operazioni topografiche utilizzando il teodolite e individuando una rete topografica costituita da poligonali finalizzate alla determinazione di un unico sistema di riferimento. Questo rilievo topografico tradizionale ha quindi generato un sistema di misure indipendenti dal rilievo con tecnologia laser-scanner, fattore importante per garantire la qualità metrica del risultato.

Il rilievo di Cascina Linterno è stato curato dal prof. Franco Guzzetti del Dip. di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano.

Diagnostica delle strutture lignee

L’uso del legno come materiale da costruzione è fondamentale nelle cascine milanesi: tutti i solai e le strutture di copertura sono realizzati in travi capriate, travetti in legno, assito su cui poggiano le pavimentazioni. Accertarne lo stato di conservazione è dunque di fondamentale importanza. Le ispezioni delle strutture lignee di Cascina Linterno sono state condotte a partire dal luglio 2012 mediante l’impiego di tecniche e metodologie di prova non distruttive, verificandone lo stato di conservazione e l’affidabilità.

Solaio al primo piano area nord-ovest

Particolare delle macchie da infiltrazione e dell’incannicciato e intonaco che ricropono l’arcareccio

In conformità con la normativa tecnica in vigore, si è proceduto con ispezioni e indagini a campione, al fine di  determinare le specie legnose, la loro durabilità naturale, le condizioni ambientali di conservazione, i difetti e le patologie legate alla presenza di funghi, muffe, insetti, le zone da destinare ad ulteriori specifiche indagini e la loro affidabilità. Il lavoro è stato condotto sulle strutture lignee dei solai del piano terra e del primo piano e delle coperture accessibili mediante l’uso di attrezzi manuali (scalpello, succhiello e mazzuolo) con alcuni approfondimenti di tipo strumentale (con l’utilizzo di un termoigrometro e un resistografo).

Il solaio in larice del locale al piano terra sede dell'associazione Amici Cascina Linterno Il solaio in castagno del portico a nord-ovest
Il solaio in castagno è caratterizzato da travi su mensole sagomate. Le indagini sulle strutture lignee hanno prodotto una schedatura dei singoli elementi rilevandone degradi, dissesti, alterazioni e difetti
Il solaio in castagno del portico a nord-ovest presenta numerose tipologie di degrado tra cui: fibratura deviata, fessure da ritiro, infiltrazioni, erosione, riduzione di sezione.

Le ispezioni hanno evidenziato che le strutture lignee, prevalentemente di larice e quercia, presentano generalmente attacchi pregressi da parte di insetti xilofagi che hanno comportato una riduzione perimetrale della loro sezione. Le prove penetrometriche  hanno evidenziato, in alcuni casi, zone di degrado e zone critiche a causa di infiltrazioni dovute a piccole sconnessioni del manto di copertura. Infine si è constatata la riduzione di sezione perimetrale degli elementi  (localizzati principalmente nelle coperture dell’area sud-ovest) interessati dallo scoppio di un incendio.

Solaio in quercia del fienile sul lato est

Il solaio in quercia del fienile sul lato est della corte. Sono ben visibili i nodi e gli attacchi da anobidi.

Capriata della copertura sud-ovest

Una capriata della copertura del lato sud-ovest bruciata nell’incendio che ha interessato questa parte della cascina.

In base alle indagini le componenti lignee analizzate sono state classificate in “recuperabili”, “non recuperabili”, “parzialmente recuperabili”.

Le ispezioni, le indagini e la restituzione dei dati sono state condotte dal PhD Arch. Francesco Augelli e dall’Arch. Letizia Ronchi dell’ Osservatorio per la conservazione delle opere lignee del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano.

Indagini termoigrometriche

Il monitoraggio microclimatico di Cascina Linterno ha preso avvio nel luglio 2012 mediante l’installazione di quattro sonde ambientali di cui una esterna e tre interne.

La finalità degli accertamenti diagnostici è stata quella di misurare il regime termoigrometrico delle murature, interessate da fenomeni di degrado imputabili al passaggio di stato dell’acqua, da liquido a vapore e viceversa. Le indagini sono state finalizzate a verificare lo stato di imbibizione delle strutture al piano terreno, ad individuare eventuali aree in cui le infiltrazioni risultino attive,  misurare il contenuto d’acqua sia in superficie sia nella sezione delle murature, localizzare le vie di adduzione d’acqua, ed a controllare il  microclima.

Mosaico dei termogrammi del prospetto est, lato destro su via Fratelli Zoia

Le differenze di temperature rappresentate in falsi colori nel mosaico dei termogrammi sono indicative dei diversi materiali utilizzati per la finitura, il loro colore, lo stato di conservazione.
Alla base della muratura della cappella si distingue una fascia orizzontale a temperatura inferiore che può essere indicativa di umidità di risalita.

Per la mappatura dell’umidità, le riprese termografiche sono avvenute in modalità passiva al fine di individuare le aree che, in assenza di sollecitazione termiche, presentano temperature minori a causa della presenza di acqua e della sua evaporazione in superficie. La procedura di prova ha previsto una scansione dell’intera superficie in indagine prima che la superficie fosse raggiunta da irraggiamento solare. Di interesse per l’analisi ai fini della localizzazione di aree umide sono i gradienti negativi (zone più fredde) che sono state rilevate mediante termografia all’infrarosso.

L’analisi termica dei termogrammi, il confronto con lo stato di conservazione della superficie e della struttura, e la valutazione delle condizioni ambientali hanno permesso di evincere la natura dell’anomalia rilevata. In presenza di umidità, la verifica del contenuto d’acqua è avvenuta mediante prove gravimetriche.

Mosaico dei termogrammi del prospetto sud, parte alta,  all'interno del cortile

In alto sono localizzate alcune infiltrazioni di acqua meteorica (zone più scure).

Mosaico dei termogrammi del prospetto sud, parte bassa, all'interno del cortile

Nella parte bassa sono identificate alcune aree della finiture che non sono più aderenti al substrato (zone più chiare)

Per la verifica dello stato di adesione della finitura e per la mappatura della tessitura muraria si è proceduto, invece, a riprendere le superfici in fase di riscaldamento, durante l’irraggiamento solare; il calore si propaga, infatti, in maniera diversa a seconda della natura dei  materiali e anche a seconda della minore o maggiore adesione degli strati: qualsiasi delaminazione del rivestimento inficia ogni possibilità di propagazione del calore verso gli stati più interni
della muratura; il difetto di adesione viene quindi localizzato per le temperature più elevate della superficie in quel punto.

Termogramma del prospetto sud est all'interno del cortile

L’immagine documenta la presenza di distacchi diffusi della finitura in opera

Sono state, infine, condotte indagini psicrometriche volte alla ricerca di anomalie nella distribuzione dell’umidità relativa (UR%), dell’umidità specifica (US g/mc) e della temperatura (T°C) correlabili a cause microclimatiche che generano le condizioni di degrado.

Lo scopo delle misure, condotte secondo le modalità indicate dalla normativa UNI 10829/99, è stato quello di ottenere una mappatura del microclima interno per verificare se sussistono le condizioni ideali alla conservazione del manufatto storico, ed in caso contrario di individuare prassi di manutenzione che possano migliorare le condizioni di conservazione delle superfici in opera.

In estrema sintesi i risultati delle indagini finora condotte indicano che le murature sono interessate da umidità di risalita in modesta quantità e solo nella parte più bassa, a contatto con il terreno sul lato ovest. I primi mesi del monitoraggio microclimatico hanno permesso di rilevare elevati valori di Umidità Relativa soprattutto nella chiesa e nei locali dell’associazione.

Le indagini sono state curate dall’arch. Elisabetta Rosina del Dip. di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano.

Diagnostica strutturale delle murature

Al fine di giungere ad una esaustiva conoscenza materica della strutture della Cascina Linterno sono state effettuate, a a partire dal 5 settembre 2012 e per un intero anno, tre diverse tipologie di prove: prove endoscopiche, monitoraggio del quadro fessurativo e saggi di fondazione.

La finalità delle prove è di acquisire i dati necessari  a determinare l’affidabilità dell’edificio e a valutare la necessità di interventi di consolidamento.

PROVE ENDOSCOPICHE.

Nel complesso cascinale sono state eseguite 6 prove endoscopiche sulle strutture murarie verticali. Le prove sono state eseguite a piano terra e 5 di queste hanno una lunghezza pari allo spessore murario. Queste indagini sono mirate ad approfondire la conoscenza del materiale costitutivo e a verificarne l’omogeneità, con particolare attenzione ad intercapedini o distacchi interni.

Le prove hanno rivelato un buono stato conservativo delle murature indagate, non sono state rilevate differenze di resistenza alla perforazione, disomogeneità o vuoti; si è tuttavia rilevata la presenza di umidità di risalita.

Una delle indagini (la numero 4) aveva l’obiettivo di verificare l’effettivo contatto tra il contrafforte murario esterno e la muratura della cappellina. Si è rilevata la presenza di uno strato di malta di circa 20 mm tra la muratura della parete e la muratura del contrafforte.

Prove endoscopiche sulle murature verticali del piano terra

Prove endoscopiche sulle murature verticali del piano terra

MONITORAGGIO DEL QUADRO FESSURATIVO.

Negli ambienti sottoposti a monitoraggio sono state posizionate basi di misurazione a cavallo di 6 fessurazioni.

Il posizionamento di tre basi di misurazione a cavallo di una singola fessurazione permette la lettura di due componenti di spostamento, ossia quella perpendicolare e quella parallela alla fessura. Tutte le fessure esaminate presentano lembi con abbondanti depositi di polvere e non mettono in evidenza alcun segno di apertura o movimento recente.

La durata  del monitoraggio è stata pari a dodici mesi, con una lettura delle misure iniziali (lettura di “zero”) e successivamente ogni mese, per un totale di 13 letture, a partire dal 5 settembre 2012.

Estendendo la durata delle prove per  un arco temporale di almeno un intero ciclo stagionale, la risposta ottenuta è depurabile dalle “fisiologiche” dilatazioni termiche dei materiali, che altrimenti influenzerebbero l’interpretazione degli spostamenti.

Installazione delle basi per il monitoraggio del quadro fessurativo

Installazione delle basi per il monitoraggio del quadro fessurativo

SAGGI DI FONDAZIONE

Essendo stati osservati fenomeni fessurativi riconducibili a cedimenti fondazionali, è stata prevista una campagna di saggi di fondazione per approfondire la conoscenza della geometria e della quota di spicco delle fondazioni stesse.

La campagna di indagini ha previsto l’esecuzione di n. 8 saggi esplorativi distribuiti in varie zone del complesso cascinale, cercando di individuare le varie tipologie di fondazioni attribuite ai diversi periodi evolutivi della costruzione.

Lo scavo eseguito in corrispondenza della muratura esterna della cappella ha portato alla luce un pozzo circolare sotto la muratura perimetrale, nella quale è inserito un arco di scarico.  La muratura del pozzo termina a -35 cm; su di esso si imposta l'arco di scarico da cui spicca la muratura perimetrale dell’edificio. Alla medesima quota -35 cm è impostata la base del contrafforte esterno.

Lo scavo eseguito in corrispondenza della muratura esterna della cappella ha portato alla luce un pozzo circolare sotto la muratura perimetrale, nella quale è inserito un arco di scarico.
La muratura del pozzo termina a -35 cm; su di esso si imposta l’arco di scarico da cui spicca la muratura perimetrale dell’edificio.
Alla medesima quota -35 cm è impostata la base del contrafforte esterno.

Le indagini sono state curate dall’ingegnere Lorenzo Jurina del Dip. di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano.

Rilievo aereo Drone

Nel marzo 2013 è stato effettuato un rilievo fotogrammetrico con l’utilizzo di un Drone per verificare lo stato di conservazione delle coperture della cascina.  L’uso di immagini aeree acquisite con velivoli senza pilota, i cosiddetti UAVs (Unmanned Aerial Vehicles), si sta sempre più diffondendo per scopi sia descrittivi sia geometrici in particolare in situazioni di difficile raggiungimento dell’oggetto del rilievo, come in questo caso il tetto della cascina.

Prodotti quali le ortofotocarte georeferenziate ad alta definizione saranno utilizzabili per l’analisi qualitativa e quantitativa dello stato di degrado della copertura; sarà inoltre possibile creare delle cosiddette “visite virtuali” di aree inaccessibili ovvero viste prese da punti di vista privilegiati (panoramiche, volo d’uccello), non altrimenti disponibili al visitatore.

Per il rilievo è stato utilizzato un  esacottero “MikroKopter Hexa”  dotato di sistema di navigazione automatico che, assistito da operatore a terra, consente di seguire un piano di volo preimpostato con ripresa programmata delle immagini. Con il drone Mikrokopter di proprietà del DICA, sez. Geodesia e Geomatica – Politecnico di Milano, sono state effettuate riprese con camera fotografica compatta Nikon1 J1, da una quota di circa 40 m con forti ricoprimenti longitudinali (90%) e trasversali (40%). Il  blocco si compone di 72 immagini, suddivise in quattro strisciate. Un elevato numero di punti di appoggio e controllo presegnalizzati, le cui coordinate sono state determinate con GPS, ha consentito l’orientamento del blocco delle immagini e la sua georeferenziazione. Attualmente è in corso il completamento e l’analisi della ricostruzione 3D del complesso di edifici  con produzione dell’ortofoto di precisione delle coperture grazie alla quale ispezionare il tetto della cascina.

Per ottenere un modello 3D completo della Cascina è stato effettuato anche il rilievo fotogrammetrico da terra delle facciate sia esterne che della corte interna, con camera reflex  Nikon D800.

I rilievi di fotogrammetria sono stati realizzati da:

Prof. Pinto Livio, Dott.ssa Sona Giovanna, Ing. Passoni Daniele, Ing. Gini Rossana
laboratorio di fotogrammetria e rilevamento
DICA (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale)
Sez. Geodesia e Geomatica

Vista aerea realizzata dal drone con dettaglio delle coperture

Ricostruzione tridimensionale delle facciate su corte

Volo_Drone

 

I risultati

In generale, possiamo affermare che lo stato di salute del complesso agricolo è assolutamente ascrivibile al lento progredire di un degrado essenzialmente causato dalla mancata o scarsa manutenzione, avvenuta in modo consistente solo su una piccola porzione della cascina.

I degradi sono quelli consueti legati: all’umidità ascendente e discendente; ad un progressivo cedimento strutturale consequenziale all’infiltrazione delle acque meteoriche ed alla crescente imbibizione della materia (in particolare legno e murature); alla scarsa consistenza dell’appoggio fondale; alla lenta consunzione dell’apparecchio corticale (intonaci).

L’apparato ligneo è stato il primo a farne le spese, pur riuscendo a resistere in buona parte del complesso agricolo. Gli apparecchi murari subiscono il degrado causato dal cedimento dei manti di copertura, così pure gli orizzontamenti lignei ed i solai in laterizio.

Le strutture in generale non denunciano gravi e preoccupanti segni di degrado, ma si stanno avviando verso una stagione molto complicata e pericolosa che, se non affrontata con idonei interventi conservativi, rischia di sfociare nella fase ultima, quella del “non ritorno”.

Le conoscenze a disposizione e lo stato di conservazione permettono di affrontare le tematiche del progetto di intervento: esso dovrà primariamente preoccuparsi di rimettere a regime l’intero complesso cascinale dal punto di vista della sua consistenza strutturale, andando ad eliminare le cause al contorno, quali maggiori generatrici di degrado. Secondariamente si dovranno affrontare le tematiche del riutilizzo, della messa a norma e dell’accessibilità per poter restituire quanto più possibile del complesso in uso alla città.