Milano capitale mondiale dell’alimentazione, esce la versione ufficiale del “Protocollo Milano”

“Expo 2015 si avvicina a grandi passi e con soddisfazione vedo finalmente crescere il dibattito sui suoi temi: la lotta alla fame e alla denutrizione, il diritto al cibo sano e sicuro, l’acqua, lo sviluppo sostenibile. Vale a dire le emergenze del Pianeta nel Terzo millennio, alle quali la nostra Esposizione Universale cercherà di dare risposte concrete. E farà di Milano la capitale mondiale dell’alimentazione. Oltre al Protocollo del Barilla Center for Food and Nutrition Milano è al lavoro per lasciare una grande eredità per Expo e oltre Expo. Un progetto che ha due obiettivi: una Food Policy per la città come passaggio significativo della costruzione della Smart City Milano, la città intelligente e sostenibile che dovrà garantire una qualità di vita migliore ai suoi cittadini; e l’Urban Food Policy Pact che verrà sottoscritto dai Sindaci delle metropoli del mondo in un solenne evento al termine dell’Esposizione Universale, e al quale stiamo lavorando in rete con oltre 30 grandi città. Il Patto sarà una delle eredità più importanti di Expo 2015. Per l’importanza strategica della nutrizione, sarà per tutti un’occasione da non perdere: per restare competitivi nel mondo delle ‘città globali’. Un nuovo mondo di cui Milano vuol essere protagonista”. Lo ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia in occasione del 6° Forum internazionale su Cibo e Nutrizione svoltosi oggi presso l’Università Bocconi.

Si è chiuso in questi giorni a Milano il 6° International Forum on Food and Nutrition. I numeri, meglio delle parole, illustrano i tre grandi paradossi di questi tempi: sono in aumento i bambini obesi rispetto ai bambini denutriti; solo il 50% della produzione agricola è destinata alla produzione del cibo per gli uomini, il rimanente 50% è usato per nutrire animali e produrre biocarburante; il cibo sprecato è sufficiente per nutrire le oltre 805 milioni di persone affamate su scala mondiale.

Per sconfiggere questi tre grandi paradossi il Protocollo propone diverse azioni da intraprendere, enunciate in questi 8 articoli:

Art. 1. Campo di applicazione

Le Parti si impegnano a ridurre del 50 per cento entro il 2020 l’attuale spreco di oltre 1,3 milioni di tonnellate di cibo commestibile.  Le Parti si impegnano a promuovere forme sostenibili di agricoltura e produzione alimentare alla luce dei cambiamenti climatici e nel rispetto delle risorse naturali, con particolare attenzione alle problematiche ambientali, agricole e socioeconomiche. Le Parti si impegnano ad eliminare la fame e la denutrizione. Le Parti si impegnano a porre un freno all’aumento dell’obesità, garantendo che non vi sia alcun aumento nel sovrappeso infantile e nell’obesità adolescenziale e adulta entro il 2025.

Art. 2. Fase preparatoria

In una fase preparatoria che non dovrebbe superare la durata di 12 mesi, le Parti sviluppano pratiche e politiche che, individualmente o collettivamente, non aggravano o perpetuano le attuali crisi e contribuiscono costruttivamente alla loro abolizione.

Art. 3. Linee guida per gli impegni delle Parti

Spreco di alimenti: le Parti si adoperano per ridurre del 50 percento l’attuale spreco di alimenti entro il 2020. Unite in questo obiettivo, le Parti cercano una definizione e una metodologia comune per quantificare lo spreco di alimenti al fine di armonizzare il monitoraggio e le prassi.

Agricoltura sostenibile: le Parti si impegnano a promuovere l’agricoltura sostenibile, intesa come produzione efficiente di prodotti agricoli sicuri, sani e di qualità, in base a modalità che siano sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Le Parti faranno ciò tutelando l’ambiente naturale e le sue risorse e mitigando i cambiamenti climatici, migliorando le condizioni socioeconomiche di agricoltori, braccianti e comunità locali, e salvaguardando il benessere degli animali di ogni specie allevati per il consumo alimentare. Le Parti favoriscono un’agricoltura produttiva ed efficiente nell’uso delle risorse, capace di adeguarsi ai cambiamenti climatici e di mitigarne gli impatti più negativi, tenendo conto delle specificità dei differenti sistemi agricoli in termini di dimensioni, modelli, input, tecnologia e longevità sostenibile.

Eradicare la fame e combattere l’obesità:  Le Parti si impegnano a porre fine alla fame e alla denutrizione e ai decessi ad essi correlati sulla base dei SDGs, il nuovo paradigma globale dello sviluppo e successore dei MDGs. Nonostante la scadenza dei MDGs nel 2015 sia vicina, una persona su otto nel mondo rimane denutrita e i progressi si sono rivelati difformi tra diversi paesi e all’interno degli stessi. Gli SDGs sono in fase di elaborazione, ma l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP) hanno pubblicato degli obiettivi per la sicurezza alimentare e la nutrizione che influiranno sugli SDGs. Le Parti si impegnano a porre fine alla fame e alla denutrizione e ai decessi ad essi correlati sulla base dei SDGs, il nuovo paradigma globale dello sviluppo e successore dei MDGs. Nonostante la scadenza dei MDGs nel 2015 sia vicina, una persona su otto nel mondo rimane denutrita e i progressi si sono rivelati difformi tra diversi paesi e all’interno degli stessi. Gli SDGs sono in fase di elaborazione, ma l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP) hanno pubblicato degli obiettivi per la sicurezza alimentare e la nutrizione che influiranno sugli SDGs.

Art. 4. Istituzione di un Organo direttivo e di un Segretariato per il Protocollo

La governance del Protocollo è posta sotto la sorveglianza di un Organo direttivo eletto e nominato dai cofirmatari del Protocollo con i seguenti obiettivi: promuovere e guidare lo sviluppo e l’affinamento di metodologie comparabili per determinare le migliori prassi ai fini di una implementazione la più efficace possibile del Protocollo. Tentare di utilizzare e reintegrare informazioni e servizi esterni da organizzazioni internazionali, organismi governativi e intergovernativi competenti.

Art. 5. Disposizioni per azioni congiunte con parti esterne al Protocollo

Le Parti del Protocollo convengono che altre parti esterne, incluse organizzazioni non governative, organi della società civile e dell’industria, possano partecipare ad azioni comuni. Il Protocollo incoraggia tali progetti poiché tali partner perseguono il medesimo obiettivo. Solo affrontando i paradossi insieme e da diverse angolazioni, le Parti possono combattere la crisi in modo efficace. Pertanto, le Parti operanti nel quadro di e insieme a organizzazioni regionali o internazionali sono libere di continuare a rispettare gli impegni già assunti in simili partenariati indipendentemente dal Protocollo di Milano.

Art. 6. Emendementi

Qualsiasi Parte o gruppo di Parti può proporre emendamenti al testo del Protocollo. Gli emendamenti proposti sono comunicati all’Organo direttivo e al Segretariato del Protocollo, i quali trasmettono le modifiche proposte alle altre Parti. Gli emendamenti devono essere depositati almeno sei mesi prima di essere idonei all’approvazione.

Art. 7. Clausula di ritiro

In qualsiasi momento nei tre anni successivi alla data di entrata in vigore del presente Protocollo, qualsiasi Parte ha facoltà di ritirarsi dallo stesso previa notifica scritta inviata al Segretariato e all’Organo direttivo.

Art. 8. Entrata in vigore del Protocollo

Il Protocollo è aperto alla sottoscrizione e dunque all’accettazione o approvazione degli Stati partecipanti all’EXPO Milano 2015 sotto gli auspici del BIE. Sarà aperto alla firma per tutta la durata dell’Esposizione dal (GIORNO) (MESE) duemila quindici al (GIORNO) (MESE) duemila quindici a Milano. Il Protocollo è aperto all’accesso a partire dal giorno successivo al periodo di sottoscrizione, il (GIORNO) (MESE) duemila quindici.

Per consultare il testo completo del Protocollo Milano clicca qui.

 

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