Una nuova realtà cittadina: gli orti di via Esterle

Il 5 dicembre 2012 viene presentata una richiesta da parte di Lega Ambiente, l’associazione L’Ortica e la cooperativa Tempo Infanzia, al consiglio di zona di via Padova per avere uno spazio per coltivare non solo frutta e verdura ma anche relazioni sociali. Dopo più di un anno, nel febbraio 2014, il Comune concede un’area abbandonata, una discarica, di via Esterle.

Tutto questo è stato reso possibile dalla delibera “Giardini Condivisi”, un modo innovativo di recupero e di gestione di aree pubbliche abbandonate con l’obiettivo non solo di abbellimento di uno spazio cittadino ma anche di creare lavoro intorno ad un’idea progettuale, sviluppare la sensazione di essere con gli altri per un fine comune, l’aiuto reciproco e la voglia di sperimentare un qualcosa che a Milano sembra molto particolare, contribuire ad una gestione eco-sostenibile del nostro territorio.

Nell’area interessata dal progetto si svolgono attività di giardinaggio e coltivazione, da vivere anche come momenti di incontro tra generazioni, culture, di chi abita il quartiere e vuole volontariamente dedicarsi a questa attività.

Ora come ora l’orto non può partire per due problemi fondamentali: il primo è che manca un collegamento idrico ma grazie alla generosità dei vicini (aggregazione) è arrivato un cubone per l’acqua, il secondo è che nel terreno sono presenti idrocarburi quindi si può coltivare solo nei cassoni; è per questo che il Comune e Expo a fine luglio hanno voluta dare in gestione all’orto di via Esterle i cassoni con le piante di mais che fino a qualche tempo fa si trovavano in piazza Castello difronte all’ExpoGate. Così facendo si è creata nel quartiere una forte curiosità: l’orto per aggregare le persone, avere la necessità di luoghi urbani dove le persone possono mettere mano nella terra, tutti lavorano insieme, raccolgono insieme, dividono insieme. Si parte dalle idee di tutti i partecipanti (per lavorare bisogna essere assicurati iscrivendosi a Lega Ambiente) in modo da confrontarsi l’un l’altro per arrivare al progetto migliore (ogni sabato sul luogo si fa assemblea).

Ci si riappropria così con la natura attirando anche i più piccoli per introdurli in un mondo più sostenibile.

Scarica qui la guida ai “Giardini Condivisi”

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